L'Agente di commercio

Riprendendo quindi la domanda del blog precedente, chi è l'agente di commercio?

Nell'immaginario collettivo, l'agente di commercio è quella figura  che non ha avuto la fortuna di intraprendere un altra carriera lavorativa.

E' quello che ha più faccia tosta, più bravo a valorizzare anche i difetti di un prodotto e che è il  più capace nel  convincere gli altri ad acquistarlo.

Per questo motivo  le aziende negli ultimi tempi han pensato bene di affidare, questa attività a ragazzi appena usciti dalle università senza formarli ma dandogli solo in mano un catalogo da vendere.

A questo si sta aggiungendo anche la categoria dei post lavoratori che dopo una carriera in altri settori lavorativi, vengono presi dalla smania di vendere qualcosa.

Secondo me un buon agente di commercio è come un buon prodotto.

Quando acquistiamo qualcosa ricerchiamo nel prodotto acquistato le seguenti caratteristiche:

  • Qualità
  • Trasparenza
  • recensioni
  • Prezzo

Ebbene, secondo me anche un agente di commercio ha queste caratteristiche:

  • La qualità: l'essere presente sulla piazza da molto tempo significa la qualità del lavoro svolto nel tempo
  • Trasparenza: Come nella descrizione del prodotto acquistato, anche l'agente di commercio deve descrivere le sue caratteristiche di serietà, competenza e conoscenza del mercato del quale s'interessa. La sincerità con l'azienda e con i propri clienti è la base per far si che venga considerato un agente affidabile e degno di fiducia.
  • Recensioni: quando acquistiamo un prodotto andiamo prima a vedere quali tipo di opinioni hanno espresso le persone che lo hanno già acquistato. Allo stesso modo le aziende chiedono informazioni su chi andranno ad inserire in organico nella zona di competenza, sia ad altre aziende di settore sia ai loro clienti sulla zona, che a mio parere per un agente è ancora più gratificante.
  • Prezzo: quando le componenti precedenti soddisfano le nostre esigenze, acquistiamo il prodotto senza più valutare il prezzo di vendita. Allo stesso modo dovrebbe essere per un agente di commercio. Se l'azienda che è alla ricerca di un professionista, secondo lei lo ha trovato, dovrebbe valorizzare le sue qualità ricompensandolo come merita.

Il nostro è un mestiere altamente professionale, perché e quello che trasmette le idee, le proposte e la filosofia delle aziende che rappresentiamo, quindi come tale deve essere considerato nel mondo della vendita.

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Gli agenti sono tutti uguali?

Dopo la domanda se tutti i clienti sono uguali e si possono catalogare, ci si può domandare se anche gli agenti si dividono in categorie.

Qui la risposta da parte dei libri e dei corsi è molto variegata: c'è il leprotto, il riflessivo, l'arrogante, quello dei piccoli colpi, quello dei grandi colpi.

Secondo me esistono 2 categorie di rappresentanti, quelli che hanno entusiasmo e quelli che non hanno entusiasmo.

I primi li vedi subito, non conta l'età.

Sono quelli che hanno sempre qualcosa da dire al cliente, che non smettono mai d'imparare, che anche in momenti di relax, se un cliente li chiama sono subito a disposizione. Si vede che amano il proprio lavoro.

I secondi sono invece quelli che lo fanno solo perché è il loro lavoro, che davanti al cliente parlano di quando andranno in pensione, che appena finisce la giornata staccano la spina e riprendono il giorno dopo come tutti quelli che lavorano ad orario prestabilito.

In un gioco di società durante le vacanze, mi è stato chiesto qual'é la più grande differenza tra lavoratore autonomo o libero professionista e lavoratore dipendente.

La mia risposta è stata " decidere ogni mattina da che parte svoltare se a destra o a sinistra per iniziare a lavorare è la cosa piu appagante della mia vita lavorativa"

Questo secondo me è lo spirito giusto di un agente di commercio, poter decidere ogni giorno con il proprio entusiasmo dove e a chi andare a vendere i propri prodotti.

Il resto serve solo per tentare di catalogare qualcosa che non è definito e che si evolve ogni giorno perché ogni giorno impara dalle esperienze del giorno precedente.

Ogni agente ha un suo metodo di lavoro, solo suo, quello che un azienda può aggiungere al suo metodo e al suo entusiasmo, é farlo entusiasmare dei prodotti che propone.

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I clienti sono tutti uguali?

Da un pò di tempo, vanno di moda questi corsi di tecnica di vendita.

Premesso che aggiornarsi è sempre importante, lo fanno tutte le categorie lavorative , dai medici agli insegnanti per non parlare di chi lavora nelle grandi aziende, ogni volta che leggo libri sull'argomento mi faccio la stessa domanda, ma i clienti sono tutti uguali e si possono catalogare?

A mio modesto parere, ogni settore di vendita, rappresenta un mondo a se, se no non ci sarebbe bisogno di specializzazioni per vendere alcuni prodotti, ma chi è abituato a vendere alimentari domani potrebbe vendere bulloni e viceversa.

Riguardo ai clienti poi, dire che sono tutti uguali e come dire che per corteggiare una donna si può usare un solo metodo, mentre tutti noi maschietti sappiamo che ogni fanciulla ha una sua sensibilità, come ogni uomo ha un diverso metro di attrazione nel confronto del gentil sesso.

Secondo me la vendita ha si dei canoni, ma poi vive di impulsi ed emozioni che scaturiscono da un "contatto a pelle" tra acquirente e venditore.

Riguardo alle categorie poi, bisogna distinguere quando uno acquista per un proprio bisogno personale e quando lo fa per puro interesse professionale.

In un vecchio film con Vittorio De Sica e Alberto Sordi, "il Conte Max", De Sica spiegava a Sordi, perchè i croupier dei casinò sono sempre distaccati nei confronti dei soldi puntati, "perché non sono i loro".

Ecco anche nella vendita secondo me, l'atteggiamento di un acquirente per esempio ristoratore, nell'acquistare una auto per se o per il figlio o un prodotto per il suo ristorante è diverso.

Nel primo è più forte la componente emotiva che lo porta ad avere il meglio rapportandolo alle sue disponibilità, nel secondo caso è più importante la componente razionale che si basa sulla vendibilità del prodotto, sul servizio offerto dal fornitore e sulla redditività di esso.

Sicuramente chi scriverà o seguirà questi corsi non sarà d'accordo con il mio pensiero, per questo motivo sono in attesa di risposte in merito.

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Ok il prezzo è giusto

Quanto costa un buon vino?

Questa è la domanda che ci si pone, ogni volta che decidiamo o in un ristorante o per una cena a casa con amici di avvicinarci ad una bottiglia di questo "nettare degli Dei".

Partiamo dal fatto che dietro ogni bottiglia ci sono persone che lavorano alacremente per produrla, dal contadino all'enologo a chi si occupa dl packaging a chi la commercializza.

Tutte queste persone hanno un solo scopo: produrre e proporre un buon vino.

Dovrebbe, uso volutamente il condizionale, essere finito il periodo dove venivano scoperti imbottigliatori, che usavano sostitutivi chimici per fare del vino, anche se poi ogni tanto ne viene scoperto qualcuno.

Oggi i prodotti in commercio sono in prevalenza di buona fattura.

Certo è, che alcuni costi vivi non si possono ignorare, come tappi, bottiglia, packaging e distribuzione.

Quindi è difficile comprendere come possano essere di qualità prodotti che non superano il costo di 1 Euro all'acquisto.

Un consiglio che posso dare, rivolgetevi se possibile a negozi specializzati quando acquistate una bottiglia di vino da degustare a casa o con amici, come enoteche,wine bar, alimentari specializzati ecc.

Costerà un pò di più ma avrete alcune garanzie:

  • Competenza nello scegliere il vino adatto alla ricorrenza
  • Prodotti sia di marca, ma anche esclusivi non presenti in altri canali di distribuzione
  • Possibilità di sostituzione in caso di problemi con il prodotto

Per te addetto ai lavori, se sei interessato a conoscere il mio modo di lavorare compila il form qui e verrai contattato al più presto per un possibile appuntamento.

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Prodotti di marca o esclusivi?

Tutti i giorni ci dobbiamo confrontare con questa domanda.

Meglio un prodotto già affermato o uno emergente? Meglio quello ormai già degustato più volte e quindi senza incertezze o quella novità da scoprire?

A prima vista la battaglia sembrerebbe impari, più facile quello conosciuto, si va sul sicuro.

Ma è veramente così?

Vediamo i prò e i contro della scelta.

Il prodotto conosciuto, sia una marca di vino o di liquore o di altro genere alimentare da la certezza di non sbagliare.....in fondo se lo prendono tutti ci sarà una ragione!

Per chi poi fa il lavoro di proporlo ancora più facile non deve spendere ulteriori parole!

Però......noi siamo un popolo di navigatori, di scopritori....abbiamo la novità nel D.n.a.!

Pensate se Cristoforo Colombo si fosse adagiato al "così fan tutti", se non avesse scoperto le Americhe.

In fondo il commercio, la cultura, la vita risiedeva in Spagna, Francia, Inghilterra ecc.

Perché cercare nuove terre, nuove culture, nuovi cibi(cacao, caffè, patate ecc.)?

Ecco ....probabilmente ricercare per il proprio palato gusti e sensazioni nuove di un prodotto mai assaggiato prima, magari confinante con quello sempre consumato, ha un suo senso.

Per questo motivo, pur non denigrando i prodotti già affermati, sono sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo da proporre alla mia clientela.

Perché come diceva un grande artista del nostro panorama cinematografico italiano in un suo film"Chi si ferma è perduto"(Principe Antonio de Curtis in arte Totò), e io non ho intenzione di fermarmi.

Se anche tu sei alla ricerca di prodotti esclusivi non per tutta la massa compila il form qui, con anche un tuo recapito telefonico, e verrai contattato immediatamente per un appuntamento.

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