I clienti sono tutti uguali?

Da un pò di tempo, vanno di moda questi corsi di tecnica di vendita.

Premesso che aggiornarsi è sempre importante, lo fanno tutte le categorie lavorative , dai medici agli insegnanti per non parlare di chi lavora nelle grandi aziende, ogni volta che leggo libri sull'argomento mi faccio la stessa domanda, ma i clienti sono tutti uguali e si possono catalogare?

A mio modesto parere, ogni settore di vendita, rappresenta un mondo a se, se no non ci sarebbe bisogno di specializzazioni per vendere alcuni prodotti, ma chi è abituato a vendere alimentari domani potrebbe vendere bulloni e viceversa.

Riguardo ai clienti poi, dire che sono tutti uguali e come dire che per corteggiare una donna si può usare un solo metodo, mentre tutti noi maschietti sappiamo che ogni fanciulla ha una sua sensibilità, come ogni uomo ha un diverso metro di attrazione nel confronto del gentil sesso.

Secondo me la vendita ha si dei canoni, ma poi vive di impulsi ed emozioni che scaturiscono da un "contatto a pelle" tra acquirente e venditore.

Riguardo alle categorie poi, bisogna distinguere quando uno acquista per un proprio bisogno personale e quando lo fa per puro interesse professionale.

In un vecchio film con Vittorio De Sica e Alberto Sordi, "il Conte Max", De Sica spiegava a Sordi, perchè i croupier dei casinò sono sempre distaccati nei confronti dei soldi puntati, "perché non sono i loro".

Ecco anche nella vendita secondo me, l'atteggiamento di un acquirente per esempio ristoratore, nell'acquistare una auto per se o per il figlio o un prodotto per il suo ristorante è diverso.

Nel primo è più forte la componente emotiva che lo porta ad avere il meglio rapportandolo alle sue disponibilità, nel secondo caso è più importante la componente razionale che si basa sulla vendibilità del prodotto, sul servizio offerto dal fornitore e sulla redditività di esso.

Sicuramente chi scriverà o seguirà questi corsi non sarà d'accordo con il mio pensiero, per questo motivo sono in attesa di risposte in merito.

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